Consob: “ansia finanziaria” curata con prodotti bancari
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Consob: “ansia finanziaria” curata con prodotti bancari

Il consueto rapporto della Consob sulle “Scelte di investimento delle famiglie italiane” propone dati allarmanti che fotografano uno stato di rassegnazione e immobilità, della popolazione italiana, ormai storico e genetico. E’ bene analizzare i dati macro, confrontandoli con quelli della zona euro, per poi entrare nel dettaglio dell’investitore medio del Bel Paese.

A) Dati Macro. La ricchezza degli europei, dal 2007 al 2016, è cresciuta di quasi un +20% mentre noi siamo fermi a 0%; dal 2013 il tasso di disoccupazione europeo scende più velocemente di quello italiano; dalla crisi del 2008 il tasso di risparmio delle famiglie italiane è crollato, dal 14% al 10,5% (minimo 9,5%, ultimi dati Istat confermano ulteriore discesa nell’ ultimo trimestre ), più rapidamente e profondamente di quello della media delle famiglie europee, dal 14% all’ attuale 12,5%; per fortuna il debito privato delle famiglie è, in percentuale del Pil, molto più basso della media europea (40% contro 60%).

Italiani brava gente, va sempre peggio ma non si indebita…

B) Comportamenti Investitore.

  • Le nozioni di base rimangono oscure per la maggior parte degli intervistati
  • Le conoscenze effettive talvolta divergono dalle conoscenze percepite
  • Il 20% non conosce alcun prodotto finanziario e il 35% non sa valutare la rischiosità dei prodotti più noti
  • Le preferenze per una tipologia di strumento finanziario non sempre si accompagnano alla conoscenza del rischio
  • Circa la metà degli intervistati dichiara di provare ‘ansia finanziaria’
  • Far fronte agli imprevisti è il motivo del risparmio più frequente
  • Il 45% degli intervistati investe … … più frequentemente in fondi e obbligazioni bancarie (il 45% in depositi, quindi non investe)
  • Il 41% degli intervistati non è consapevole dei pilastri del processo di investimento
  • Uno su due decide insieme a familiari, amici e colleghi (1 su 4 consulta o delega un professionista)
  • Il 57% degli intervistati non legge i documenti informativi
  • Il 27% degli intervistati investe anche se non comprende l’informativa finanziaria
  • Circa un terzo del campione non monitora le proprie scelte di investimento
  • Il 45% degli investitori non sa come viene remunerato il proprio consulente Il 37% crede che il servizio sia gratuito

Che dire? L’italiano medio è ignorante e presuntuoso, pretende di non remunerare i servizi e quindi che il lavoro fatto sia gratuito e non pagato (abituato dalle banche, dove la consulenza allo sportello era gratuita, ma spesso truffaldina, in effetti): ben gli stà se poi cura la propria “ansia finanziaria” con prodotti bancari scadenti, “chi più spende, meno spende”, vale anche in ambito finanziario. Studiate per risparmiare, capre!

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5 ottobre 2017

About Author

Guido Gennaccari Laureato in Economia e Commercio all’università La Sapienza di Roma. Appassionato di analisi tecnica è consigliere nel Comitato Direttivo della Siat, interviene come esperto alle trasmissioni televisive in onda su Class Cnbc, intervistato spesso come esperto nelle trasmissioni Ballarò (Rai) e DiMartedì (La7). In passato consulente finanziario per Nuovi Investimenti Sim e Alleanza Assicurazioni; esperienza in ABI e docente nel master in “Gestione dell’attività Bancaria, Assicurativa e Finanziaria” (Economia – La Sapienza), ha collaborato con l’agenzia di stampa Il Nuovo Mercato scrivendo proiezioni di analisi tecnica. Trader per i mercati azionari e future, nel settembre 2008 fonda insieme ad altri trader professionisti la Trading Room Roma.


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