GIANFRANCO ROTONDI, LA RIVOLUZIONE CRISTIANA
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GIANFRANCO ROTONDI, LA RIVOLUZIONE CRISTIANA

Gianfranco Rotondi, politico e giornalista, è nato ad Avellino il 25 luglio del 1960. Tra il 2008 ed il 2011 è stato Ministro per l’Attuazione del Programma nel IV Governo Berlusconi. È stato inoltre segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, partito che nel 2008 è confluito nella nuova formazione del Popolo della Libertà. Laureato in giurisprudenza è giornalista professionista e dopo aver militato nella DC, dove ha iniziato la sua carriera politica, ha deciso nel 1994 di aderire al Partito Popolare Italiano, con il quale lo stesso anno è stato eletto deputato della Repubblica.

Nel 1995 ha seguito il progetto politico di Rocco Buttiglione e fondato il Cdu, Cristiani Democratici Uniti. Nel 2001 è ritornato in Parlamento, eletto nella quota uninominale per la coalizione di centrodestra, come rappresentante Cdu, successivamente divenuto Udc. Nel 2005 ha lasciato l’Udc per fondare la Democrazia Cristiana per le Autonomie, partito che alle elezioni del 2006 si è alleato con la formazione politica guidata da Silvio Berlusconi consentendo, a Gianfranco Rotondi, di essere eletto senatore. Il 16 novembre del 2013, in seguito alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà, decide di aderire a Forza Italia. Attualmente Gianfranco Rotondi è deputato della Camera.

L’intervista è a cura di Elisa Petroni e Tommaso Mestria.
Con il naufragio dell’intesa sulla legge elettorale alla Camera dei deputati prevede altre possibilità o si vota a scadenza naturale con il consultellum al senato e legalicum alla Camera?

Siamo in un fase politica indefinibile e imprevedibile. Detto questo mi sembra difficile un voto anticipato.

Per lei che ha fondato Rivoluzione Cristiana il centro del centrodestra deve nascere e federarsi intorno a Forza Italia o c’è bisogno di un nuovo soggetto politico come intende fare Parisi?

Parisi vuole una parte in commedia, non è in grado di presentare nessuna lista. Di tutte le sigle contigue a Forza Italia l’unica che presenta liste con qualche risultato è Rivoluzione Cristiana: ciò premesso il Centro dopo la Dc è stato Berlusconi e ancora oggi Forza Italia è l’aggregazione di tutte le esperienze cattoliche e riformiste rappresentate in Europa dal Ppe.

Quali sono i provvedimenti fondamentali per riduzione del debito pubblico e crescita del Pil?

Il debito è un problema se pretendi di ridurlo ora, qui e subito come pretende la burocrazia europea. La dieta a tappe forzata imposta dall’Europa ha flagellato l’economia italiana e causato un moltiplicatore della crisi.

Anche alla luce delle recenti amministrative ci dia una sua ricetta per rimettere in moto il centrodestra.

Serve parlarsi e definire un programma condiviso. Sarà la legge elettorale poi a suggerire come presentarci.

Ci indichi quelle che lei ritiene essere tre priorità per rilanciare l’Italia in Europa e nel mondo.

Primo: abbassare le  tasse. Secondo: ridurre i tempi del contenzioso giudiziario. Terzo: rilanciare l’edilizia rottamando gli edifici di scarsa qualità.

Più Europa o meno Europa. Cosa salviamo e cosa dobbiamo assolutamente cambiare?

Più Europa, decisamente più Europa. Ciò significa però che l’Europa deve far propria la ricetta che Kohl adottò per unificare la Germania: assunse il debito della Germania est. Oggi l’Europa regge se si divide i debiti degli stati nazionali.

Può dirci qualcosa del suo ultimo libro “Meglio la casta”?

È una risposta virile alla sfida dell’antipolitica. Un paese civile sa di pagare un costo per la politica democratica e dunque il tema è cosa la politica produce non quanto ci costa.

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15 giugno 2017

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