le interviste di mit

INCONTRIAMO MORENA MARTINI, SINDACO DI ROSSANO VENETO

artla Redazione

Continuano le interviste di Mit Modernizzare l’Italia, dopo il candidato sindaco di Faenza, andiamo a conoscere oggi, con Elisa Petroni – segretario arganizzativo di MIT -, e Tommaso Mestria, Morena Martini, Vicepresidente della Provincia di Vicenza, Sindaco di Rossano Veneto (VI) e candidata per la Regione Veneto per le prossime elezioni regionali (ndr).

Chi è Morena Martini

E’ nata a Rossano Veneto il 22/07/1963. Per sommi capi ne ripercorriamo brevemente il percorso politico: prima del 1998 ha militato nel PATTO-SEGNI e, come “componente pattista”, ha partecipato a diverse campagne elettorali come “portatrice d’acqua” e per testimonianza. Nel 1998 la prima tessera di Forza Italia. E’ stata (1994 – 1998) consigliere comunale municipalità di Rossano Veneto (VI), dal 1998 al 2003 assessore comunale a Rossano Veneto (VI). Dal 2003 al 2007 al 2012 assessore alla provincia di Vicenza con deleghe alla Scuola, alla Formazione Professionale, e ai Servizi per l’impiego e Politiche del lavoro (curriculum di Morena Martini).

Cosa ne pensa lei dell’adozione dello strumento delle primarie a centrodestra, ritiene che un suo utilizzo risulti funzionale ad una ricostruzione in questa area?

Da sempre sostengo che le primarie siano uno strumento non solo funzionale ma anche portatore di democrazia. Il centrodestra ha sofferto in questi ultimi vent’ anni di una mancanza di dialogo con la base. Troppo spesso le decisioni sulle varie candidature erano prese da poche persone che decidevano in base alla simpatia, alle amicizie, alla “fedeltà”, incuranti di quanto la gente avrebbe voluto votare.

Lo strumento delle primarie metterebbe tutto questo in soffitta. Archivierebbe una pagina desolante del modo di fare politica nel mio Veneto. Lascerebbe alla gente la possibilità democratica di decidere. Teniamo conto, inoltre, della portata mediatica della cosa: le elezioni primarie di un candidato occupano, di fatto, le pagine dei quotidiani locali e dei network per molto tempo dando risalto al partito e ai candidati.

Lei che ha questa esperienza amministrativa da molti anni prima come assessore in Comune, poi in Provincia e attualmente come sindaco della sua comunità, quale questioni vorrebbe portare in consiglio regionale?

Mi piacerebbe sviluppare le politiche del lavoro. Mi spiego: quando una persona si trova nella terribile situazione di essere senza lavoro, il primo posto dove va a bussare è l’ufficio del sindaco. Specialmente nei piccoli centri, nei piccoli comuni. I Centri per l’impiego sono dislocati nelle città e non riescono a smaltire la mole di lavoro alla quale sono sottoposti, soprattutto perché passano il loro tempo ad inserire dati, invece di controllare l’incrocio domanda-offerta che porterebbe alla creazione di nuova occupazione.

Se si spostasse in ogni comune una semplice postazione da affidare ai servizi sociali, in grado di inserire i dati degli utenti disoccupati, si libererebbe forza lavoro. In Comune gli assistenti sociali inseriscono già i dati degli utenti che incontrano ma su banche dati che non dialogano con quelle del Lavoro Regionale. Una operazione sempice che è già stata sperimentata in altre Regioni e che da ottimi risultati.

Cosa l’ha spinta a candidarsi con Ncd popolari e a sostegno della candidatura a governatore di Tosi?

La consapevolezza che il mondo moderato di destra non si può riconoscere nelle posizioni estremiste di Salvini. La consapevolezza che Forza Italia è implosa e che noi liberali e democratici abbiamo bisogno di un progetto nuovo in grado di garantire la nostra identità. Vedo in Tosi la persona che potrebbe guidare questa risalita veneta e italiana del centrodestra insieme ad altre forze democratiche.

Il leader del Ncd Alfano, ministro degli interni, è sotto attacco politico per la questione Mare Nostrum e per gli scontri di Milano, come pensa di coniugare il fenomeno immigrazione in un territorio che richiede ogni giorno maggiore sicurezza, e che consiglio darebbe al governo?

Consigli ce ne sono molti ma credo che il più importante sia quello di creare un tavolo unitario con le opposizioni per metterli “alla prova”: Dicano concretamente cosa vogliono e cosa propongono per il problema dell’ immigrazione. Slogan stereotipati che parlano alla pancia delle persone non solo non risolvono il problema ma istigano all’odio razziale. Userei tutte le forze dell’esercito per pattugliare le coste e rafforzare i controlli: è questo quello che manca. La gente non odia i clandestini, i rifugiati politici. La nostra gente non sopporta i furbetti, i delinquenti, siano essi italiani o stranieri. L’unico modo che abbiamo è quello di controllare a tappeto rispedendo al mittente chi non è in regola.

In Veneto nel centrodestra, e soprattutto nella Lega, si è creata una forte divisione che potrebbe avvantaggiare la Moretti candidata Pd. Lei spera in una riunificazione, e da quali temi ripartire per costruire un’alternativa nazionale al Pd e al suo leader Renzi?

Certo che spero in una riunificazione. Il fatto che Salvini sia venuto in Veneto ad imporre la lista dei “buoni e dei cattivi” è stata una vera follia. Il Ncd ha governato con Zaia per 5 anni ed è stato il miglior alleato di Zaia, il più fedele a differenza dei colleghi di FI! Far uscire Tosi è stata la ciliegina sulla torta di una campagna elettorale che per Zaia era tutta in discesa. Spero che chi resta nella destra moderata abbia un moto di orgoglio e vada a votare per noi. Per le persone che hanno scelto di rischiare, per un futuro della destra diverso da quello che ora ci viene proposto.

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14 Maggio 2015

About Author

Paolo Belogi Classe 1966. Già Sottufficiale infermiere M.M., ora invalido civile a tempo indeterminato per via di una fastidiosa atassia di Friedreich che non mi molla un attimo! Negli ultimi anni ho dedicato tempo, e quel poco con cui potevo contribuire, al mondo del volontariato e alla vita politica locale. Ah, insieme ad altri (io molto indegnamente) mi occupo della vita social di questo sito.


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