MIT INTERVISTA DOMENICA SPINELLI SINDACO DI CORIANO (RIMINI)
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MIT INTERVISTA DOMENICA SPINELLI SINDACO DI CORIANO (RIMINI)

Si comincia il nuovo Anno , il  2018 , all’ insegna delle nostre MIT interviste !!!

Tommaso Mestria ed Elisa petroni intervistano DOMENICA SPINELLI, Sindaco di CORIANO un Comune della Provincia di RIMINI. Come sempre poniamo al centro l’operato degli Amministratori locali che con dedizione e passione contribuiscono a recuperare il senso più alto e nobile della politica.

1)  In questi anni di amministrazione quali sono stati i migliori risultati amministrativi?

La mia attività amministrativa si è incentrata sul Risanamento del bilancio comunale.Le priorità sono state quella di chiudere i 4.000.000,00 di debiti fuori bilancio ereditati dalla precedente amministrazione, contenimento della spesa, riduzione dei mutui (partivamo da 18.000.000,00 nel 2012 ) e ripristino servizi essenziali come l’illuminazione spenta da mezzanotte in tutta la città e il trasporto scolastico cancellato con il commissario. Grande impegno abbiamo riversato nella riorganizzazione della macchina comunale con un ammodernamento della stessa sia dal punto di vista tecnico che nella formazione del personale.

2)  Su quali altre iniziative siete concentrati?

Sin dal primo mandato abbiamo puntato nella valorizzazione del territorio, 47 km quadrati di estensione, territorio agricolo che ha prodotti di eccellenza quali il vino, l’olio e i funghi. Impegno da parte nostra per la crescita del pil territoriale attraverso un grande lavoro di coesione tra le aziende e le istituzioni. Obiettivo diventare veramente il “balcone della riviera”, puntiamo a diventare una città rurale e turistica capace di creare ricettività e posti di lavoro. Tema principe per dare risposte ai cittadini è la semplificazione burocratica per quanto di competenza all’ente.

3) Nel bilancio comunale c’è spazio per la riduzione fiscale?

Stiamo vivendo un periodo di crisi economica e di schizofrenia normativa, questo non da molte possibilità agli enti di chiudere i bilanci. I trasferimenti statali si riducono annualmente e nello stesso tempo le richieste nel welfare aumentano. Personalmente ritengo giusto rimodulare le politiche sociali del comune basandoci su principio di equità, di conseguenza abbiamo da subito fatto scelte per un welfare che non è assistenzialismo ma percorso propedeutico all’inserimento lavorativo e sociale. Rimane poco spazio all’interno dei bilanci, con provvedimenti strutturali sullo stesso siamo comunque riusciti in questi anni ad intervenire sulle fasce più deboli. A suggello di questo ogni anno abbiamo firmato il protocollo di intesa ed incontro con le organizzazioni sindacali. Laddove servivano ulteriori risorse per agevolazioni fiscali siamo riusciti con variazioni di bilancio ed usando dei risparmi a rispondere a tutte le richieste pervenute. Nel 2012 avevamo l’addizionale irpef al massimo, ad oggi siamo riusciti ad abbassare l’aliquota. Abbiamo chiuso alcuni mutui e siamo riusciti a mettere in uso quelle risorse e trasformarle in servizi.

4) Dopo anni di Amministrazione quale ritiene siano le criticità maggiori nella gestione della macchina comunale?

Le criticità maggiori sono dovute ai limiti di spesa soprattutto nel settore assunzionale, questo comporta molte difficoltà nelle risposte concrete che i cittadini si aspettano. In termini di servizi, gli obblighi normativi per l’erogazione e lo svolgimento delle gare sono aumentati e i comuni piccoli e medio piccoli sono penalizzati. Coriano ha 150 km di strade, 10 plessi scolastici, 8 cimiteri, un inceneritore, un impianto biomasse  e degli impianti di selezione rifiuti ma soprattutto oltre 10500 abitanti che vivono in 5 grosse frazioni,  si può comprendere come sia difficile per l’Amministrazione operare con 50 dipendenti pubblici in pianta organica compreso vigili, ed operai. I primi 5 anni di mandato  sono serviti a portare Coriano ad un livello accettabile di vivibilità, l’umiliazione di un commissariamento aveva portato sfiducia nella gente perché aveva fatto emergere molti errori commessi in passato.

5) Quali sono secondo lei gli strumenti giusti per avvicinare i cittadini alla politica?

La politica è Partecipazione. Da sempre ho sostenuto che ognuno debba nella vita partecipare alla cosa  pubblica con progetti ed energia. Credo veramente la politica non sia una carriera ma una vera missione. Sono diventata nel 2012 Sindaco con un percorso di coinvolgimento di tutto il territorio nella scelta del programma, del candidato sindaco e dei candidati. Percorso intenso ma produttivo visto che dopo quasi settanta anni con una lista civica vera si è riusciti a cambiare un monopolio politico. Subito dopo le elezione abbiamo intrapreso il cammino amministrativo con una grande sfida, restituire fiducia nei cittadini. Da sempre prima dei consigli comunali abbiamo convocato assemblee pubbliche per spiegare scelte e delibere. Assemblee tematiche e percorsi condivisi su tutto. A fine primo mandato ci siamo presentati con la stessa squadra con la presenza di altre persone motivate e pronte a continuare un lavoro importante fatto. Il motto era #ContinuiamoconVoi. L’11 giugno riconferma importante con quasi il 50 % dei consensi. Dal primo consiglio comunale abbiamo deciso di fare consigli comunali itineranti, il primo all’aperto nella piazza principale, poi a seguire ogni volta in una frazione. Questa modalità ci  permette di essere vicini a tutti e permette ai cittadini di partecipare attivamente alla res pubblica. All’inizio di ogni consiglio comunale abbiamo inserito l’inno nazionale che ci fa sentire tutti parte di una comunità. Sono certa  che il cittadino abbia voglia di partecipare, tocca agli amministratori creare le condizioni per favorirne l’effettiva realizzazione di questa partecipazione.

6) A breve le politiche… Lei come la vede?

Le politiche, bella domanda, quello che mi spaventa è   l’ingovernabilità di un paese che ha tutte le capacità di crescita. Da amministratore di un comune che ha avuto e che ha ancora molte difficoltà economiche credo  che il 4 marzo, visto il clima difficile tra tutte le forze politiche sia  una data che cambierà il corso della storia  politica italiana. Io mi concentrerò sui programmi e spero possano farlo tutti gli italiani. Il voto è un diritto oltre che un dovere, va esercitato perché da qui dovrebbe partire la vera partecipazione, non si dovrebbe intendere come una delega ma come una assunzione di responsabilità.

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29 gennaio 2018

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