STEFANO CASALI, UN’IDEA PER VERONA ED IL VENETO
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STEFANO CASALI, UN’IDEA PER VERONA ED IL VENETO

Cinque domande, a cura di Elisa Petroni e Tommaso Mestria, a Stefano Casali, consigliere regionale della Regione Veneto (ndr).

Nato a Verona il 17 aprile 1974, avvocato penalista, appassionato di politica dai tempi del liceo classico Scipione Maffei. Dal 2007 consigliere Comunale a Verona e Presidente della Commissione Consiliare I, della Commissione temporanea Famiglia e Pari Opportunità e Vice Presidente Commissione temporanea Sicurezza. Dal 22 maggio 2012 Assessore comunale di Verona con deleghe ai lavori pubblici, edilizia sportiva, edilizia monumentale, patrimonio-concessioni. Dal 22 novembre 2013 Vice Sindaco del comune di Verona con delega aggiunta all’urbanistica-pianificazione territoriale. Nel giugno 2015, eletto consigliere regionale del Veneto, assumeva il ruolo di capogruppo della lista Tosi per il Veneto inoltre è componente effettivo delle commissioni I, III e IV.

Cosa l’ha spinta ad abbandonare Tosi e passare alla guida del coordinamento regionale Idea?

Il progetto di Flavio Tosi nacque come lista civica di centrodestra per amministrare la città di Verona al cui interno erano rappresentate varie anime di quest’area politica, successivamente Flavio Tosi ha creato anche un partito “Fare”, di cui non ho mai fatto parte. Oggi purtroppo l’originaria collocazione politica sia della lista civica sia del partito fare è venuta meno essendosi spostata a centrosinistra.

Questo risulta evidente sia dalle votazioni in parlamento quand’era primo ministro Matteo Renzi, sia per la posizione referendaria per il “SI”, sia per gli attuali contatti politici di Tosi che è sempre più vicino ad Alfano, Zanetti, Casini ecc., i quali hanno manifestato la volontà di essere in coalizione con il PD.

Questa collocazione per il sottoscritto non può esistere essendo antitetico al PD e ai neocentrismi che mettono in preventivo un accordo politico con il primo partito della sinistra italiana. In realtà il sottoscritto era già convintamente vicino al sen. Gaetano Quagliariello il quale è uscito dal governo di emergenza nazionale quando l’esecutivo è diventato di centrosinistra con premier il segretario del PD.

La candidatura a sindaco di Sboarina può rappresentare in Veneto la riunificazione del centrodestra? Quali sono i punti programmatici da cui ripartire?

La candidatura dell’avvocato Federico Sboarina rappresenta assolutamente la riunificazione del centrodestra che ha guardato ad un candidato del territorio espressione di una civica. Attorno a Sboarina tutte le sigle politiche di centrodestra hanno fatto serenamente una coerente e soddisfacente sintesi. Chi non si è schierato con Federico Sboarina di fatto ha scelto di non far parte del centrodestra, probabilmente finirà nel PD, o con Alfano e Zanetti che hanno scelto di fare l’ala moderata del PD.

Per Verona e il Veneto quali sono le misure che ritiene opportune per rilanciare la competitività frenata dalla crisi degli ultimi anni?

Noi come IDEA e come centrodestra veneto siamo impegnati a promuovere il referendum sull’autonomia del Veneto e della Lombardia, da cui può nascere una proposta per l’intera nazione per una nuova ed efficiente forma di governo, che valorizzi i territori, che elimini gli sprechi e la burocrazia. Con il Sen. Gaetano Quagliariello saremo in prima linea su questi temi.

Quali sono i punti forti del Movimento IDEA?

Idea lavora per rilanciare il centrodestra di governo, il centrodestra deve tornare forza di maggioranza politica in Italia, partendo dai temi valoriali, identitari e appunto valorizzando l’autonomia decisionale dei territori. Già i padri costituenti avevano pensato a questa forma di governo che valorizzasse l’autonomia, basti leggere l’art. 5 della Costituzione che però è rimasto lettera morta.

Cosa pensa della società partecipata AGSM? Ritiene la gestione attraverso un’unica società partecipata una cosa positiva o ritiene che qualcosa debba essere cambiata?

Credo  che le scelte su agsm vadano fatte in maniera non superficiale e che il consiglio comunale dovrà avere tutti i dati e i documenti per fare una scelta ponderata, ad oggi queste valutazioni non si sono potute fare, le farà se del caso il prossimo consiglio comunale.

Su aziende create dal lavoro dei padri di tutti i veronesi fretta e superficialità non sono accettabili.

 

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1 giugno 2017

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