DAL DEF ALLA LEGGE ELETTORALE
news, politica

DAL DEF ALLA LEGGE ELETTORALE

La legge di stabilità e la legge elettorale saranno i provvedimenti finali della legislatura, con una legge di stabilità che prevede maggiori entrate rispetto al taglio della spesa pubblica e una copertura a deficit di 11 mld di euro, reddito di inclusione, sgravio contributivo per i giovani e  ticket sanitari saranno i temi da definire.

La legge elettorale, che andrà in Aula la prossima settimana Rosatellum o Fianellum sostenuta da Pd, Ap, Fi e Lega, prevede due terzi eletti con sistema proporzionale con liste bloccate scelte dai partiti e un terzo il 36% (231 deputati e 103 senatori) con sistema maggioritario, viene eletto chi prende più voti nel collegio e con 3 poli omogenei dai sondaggi attuali la governabilità sembra un miraggio, da simulazioni Ipr se un partito o coalizione dovesse conquistare il 40% dei voti nella parte proporzionale per avere la maggioranza alla Camera i propri candidati nei collegi maggioritari dovrebbero vincere in 156 collegi su 231.

Il momento Clou verità arriverà la prossima settimana, quando, il 10 ottobre, è previsto l’ arrivo del testo nell’ emiciclo di Montecitorio.

Qui le nuove norme, che prevedono un mix di proporzionale puro (per il 63 per cento dei seggi) e di maggioritario (231 collegi uninominali pari al 37 per cento dei deputati da eleggere), dovranno superare le forche caudine dei voti segreti e i punti a rischio non sono pochi, a cominciare da preferenze, quote di genere e voto disgiunto.

Berlusconi e Renzi possono avere reciproche convenienze nell’ appoggiare questa legge. Nelle nuove regole sono insiti alcuni vantaggi per i capi partito, perché l’ adozione dei collegi uninominali “salva” i partiti dalla lotteria delle preferenze e dà la facoltà ai partiti di scegliere i candidati, nella parte proporzionale, in liste bloccate. E, fatto non irrilevante in particolar modo per il centro-destra, evita a Berlusconi di dover fare un listone con Salvini e Meloni per tentare di concorrere al premio di maggioranza oggi teoricamente vigente per la Camera dei deputati. Per i centristi invece il ritorno delle coalizioni può rappresentare un atout per giocarsi il proprio ridotto peso elettorale anche nei collegi di coalizione oltreché in un proporzionale che offre loro la soglia del 3%. Le incognite comunque sono molte: fra i più scettici ci sono i parlamentari forzisti del Sud e i pd del Nord. Entrambi timorosi di non essere sufficientemente competitivi nei rispettivi collegi uninominali.

Di Tommaso Mestria

Commenti

5 ottobre 2017

About Author

Tommaso Mestria

Collabora alla realizzazione de “le interviste di mit”, per questo sito, e scrive per “il Picchio”.


Disclaimer
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.
Consigliamo
Trova lavoro con
Tweet recenti Tweet recenti
Chi c'é online
3 visitatori online
2 ospiti, 1 bots, 0 membri