MIT INTERVISTA NICOLETTA DI GIOVANNI (RETE LIBERALE). ALLE ELEZIONI POLITICHE CON NOI CON L’ITALIA -UDC.
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MIT INTERVISTA NICOLETTA DI GIOVANNI (RETE LIBERALE). ALLE ELEZIONI POLITICHE CON NOI CON L’ITALIA -UDC.

Intervista a cura del nostro  Tommaso Mestria.

Nicoletta di Giovanni ( RETE LIBERALE)  è candidata nel Collegio PLURINOMINALE

LAZIO 1 per il SENATO nel Centro – destra con NOI CON L’ITALIA -UDC

 

1) Quale affinità come rete liberale avete trovato con la lista Noi con Italia Udc?

Nci è stata la forza politica più sensibile alle nostre idee. A me interessa difendere le nostre radici e dire molto chiaramente che i diritti non si inventano, pure se il politically correct ce li impone come “civili”. Being conservative: pro-Famiglia come ultimo baluardo liberale contro la tirannia, quella del monarca come quella democratica e per questo crediamo nel dominio del Diritto Naturale su quello Positivo; droga e prostituzione come utero in affitto non si possono liberalizzare perchè il mercato è luogo della libertà dove l’individuo è il protagonista e non l’oggetto. Con lo scudo crociato in primis da formazione, la mia militanza risale alla gioventù democristiana e d’ispirazione cattolico liberale e oggi più che mai questo simbolo per me ricorda la stretta correlazione tra valori dell’Occidente, diritti fondamentali dell’uomo, il liberalismo e il Cristianesimo. Chi dimentica le proprie radici si smarrisce.

2) Su flat tax, riduzione quali sono le vostre proposte? 

Noi proponiamo di coniugare le richieste di assistenza dei più deboli con quelle di maggiore libertà anche nell’uso dei frutti del proprio lavoro, per un reddito universale diritto ad un reddito minimo con quello di minimo vitale, il diritto di tenere per se il minimo prima di aiutare la comunità in cui si vive. Stabilendo una reddito minimo di 10 mila euro o no tax area, chi sta sopra verrà tassato con una tassa piatta per la differenza mentre chi è sotto la soglia o è incipiente verrà aiutato per raggiungere quel minimo con lavori socialmente utili come (pulizia strade, raccogliere rifiuti, pulire parchi) e i vantaggi sono anche nella possibilità di una progressiva riduzione della Pubblica amministrazione e soprattutto la ritrovata capacità di spesa in proprio senza intermediazione dello Stato, dei ceti bassi e medio che può favorire una liberalizzazione nella fornitura di servizi ora in monopolio pubblico.

 3) Le vostre idee e proposte sulla razionalizzazione della spesa pubblica? 

Con un deficit pil sebbene ai minimi dal 2007 al 2,1% e un rapporto debito pil al 132% e che secondo accordi europei invece dovrebbe essere al 60% l’Italia è guardata con diffidenza dagli investitori come dimostra lo spread Btp Bund, preminente quindi che il prossimo governo agisca sulla spesa pubblica riducendo la spesa corrente che tende solo a privilegiare ogni forma di redistribuzione. Capitolo a parte le 2 mila aziende a partecipazione pubblica che secondo Mediobanca valgono oltre 15,6mld di euro di capitalizzazione (circa 7 mld le sole municipalizzate quotate) e neppure la metà sono operative e molte in particolare quelle dei trasporti locali (negli ultimi 10 anni hanno bruciato contributi per 16,8 mld di euro) sono in rosso. Rete liberale propone un taglio netto di spesa di 10 mld di euro per 5 anni e subito attuabili. Un mix di taglio e privatizzazioni vere per coperture sulla riduzione fiscale.

4) Della riforma della scuola cosa ne pensa e quale la sua proposta su questo tema?

Chi difende la scuola libera non è contrario alla scuola di Stato, è semplicemente contrario al monopolio statale nella gestione della scuola ed è la giusta terapia per i mali che affliggono un sistema formativo intossicato dallo statalismo. Proponiamo il Buono scuola nella consapevolezza che la prima vera rivoluzione sarebbe l’abolizione dell’anacronistico valore legale del titolo di studio, ciò premesso è possibile pensare alla detraibilità delle spese per giungere utilizzando l’idea di “imposta negativa” già ipotizzata da Miton Friedman al sostegno della libertà di scelta educativa dei genitori del percorso dei loro figli in coerenza con le loro idee e le aspirazioni di questi ultimi. Abbiamo formulato una proposta per la regione Lazio con una detraibilità progressiva della retta pagata per la frequenza dei figli nelle scuole pubbliche paritarie.

5) Cosa porte in dote il movimento Rete liberale alla politica italiana?

Il movimento svolge essenzialmente un ruolo culturale e se ne ravvisa le condizioni e necessità approfitta delle elezioni per la difesa più energica della prospettiva liberale: antistatalista in materia fiscale e di iniziativa economica; fortemente personalistica in termini di diritto naturale, contro ogni riemergere nostalgico di collettivismo statale, radicalmente garantista in materia giudiziaria; a sussidiarietà dal basso contro il centralismo dirigista; flessibilità liberamente contrattata contro ogni ingessatura del mercato del lavoro, dei servizi e delle professioni.

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5 febbraio 2018

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