PAOLA ZANICHELLI E JACOPO ROSA, LE COSE DA FARE PER LA CITTÀ DI PARMA
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PAOLA ZANICHELLI E JACOPO ROSA, LE COSE DA FARE PER LA CITTÀ DI PARMA

Sono due i profili che vi proponiamo oggi: a rispondere alle domande che, per le “interviste di MIT”, rivolgono loro Elisa Petroni e Tommaso Mestria, sono Paola Zanichelli e Jacopo Rosa.

Paola Zanichelli è nata a Reggio Emilia il 24 aprile 1964 ma ha sempre vissuto a Parma. Consegue la maturità classica presso il Liceo classico Maria Luigia di Parma. Si laurea in Filosofia presso l’Università di Parma con una tesi dal titolo “La rappresentazione della mafia nei documenti ufficiali” e successivamente nello stesso ateneo consegue un master in Sociologia con una tesi dal titolo “Problematiche legate all’identità di genere”. 

Avendo acquisito precedentemente esperienza come amministratore delegato nella propria attività commerciale, attualmente cura la gestione dell’impresa di famiglia con il marito nell’ambito della produzione di tecnologia per il settore alimentare e cosmetico. Si è avvicinata alla politica nell’aprile 2017 per senso civico. È sposata e ha un figlio. Ama l’arte, l’ambiente, il teatro, la danza, la musica e la sua città.

Jacopo Rosa è nato a Parma, il 24 giugno 1995. Ha frequentato le scuole primarie e secondarie di primo grado all’istituto salesiano San Benedetto. Diplomato al liceo classico “Romagnosi” dove, nel 2013-14, ricopriva la carica di rappresentante di istituto. Dal 2014 studia presso la facoltà di scienze politiche, a Bologna, si laurea quest’anno. Ha dato vita alla JMR consulenze, aprendosi una partita Iva, per prestare servizi di consulenza.

Quali sono i vostri maggiori impegni per la città di Parma?

Le cose da fare sono tante. A Parma le situazioni problematiche riportate dai cittadini sono molteplici. Noi però non possiamo e non vogliamo riempirci la bocca di false promesse per prendere dei voti in più. Proprio per questo la nostra attenzione si focalizzerà su soluzioni concrete a quei problemi che maggiormente interessano e danneggiano la cittadinanza : in primis rilancio culturale, economico e sociale del centro storico, partendo dalla collaborazione con gli organi statali in materia di sicurezza.

Questo lo faremo prima di tutto diminuendo il carico fiscale comunale, che attanaglia i commercianti, e incentivando, attraverso l’utilizzo di fondi europei e comunali, l’apertura di attività giovanili. Renderemo il centro più accessibile per chi non vi abita e più comodo per i residenti, magari rivedendo il piano regolatore dell’urbanistica. Uno dei nostri principali obiettivi è rispolverare le bellezze che ora giacciono nascoste e riscoprire l’immenso patrimonio artistico e culturale che caratterizza la città.

Ci impegneremo a promuovere la riqualificazione e il riordino delle periferie e delle frazioni attraverso il rifacimento di strade e margini stradali, marciapiedi e piste ciclabili; la cura e messa in ordine di parchi pubblici e parcheggi; la bonifica di aree cittadine diventate“boschive”.

Nostro obbiettivo sarà riportare Parma ad essere una città motore dello sviluppo del Nord Italia a livello culturale ed economico sfruttando la sua posizione strategica tra Bologna e Milano.

Vi sono poi altri punti su cui concentreremo la nostra attenzione: la sanità e i nostri amici a quattro zampe. In termini di sanità siamo convinti che il sindaco, essendo la prima autorità sanitaria del territorio, debba esercitare una pressione politica affinché il servizio sanitario locale migliori in efficienza, qualità e controllo.

Per i nostri amici  a quattro zampe abbiamo deciso di fare nostre alcune importanti battaglie.

Sosterremo la creazione di un anagrafe anche per i gatti promuovendo l’obbligo sul territorio della microchippatura. Gatti randagi e gatti abbandonati sono motivo di pericolo nelle nostre strade, soprattutto durante le ore notturne. Grazie al riconoscimento e rintracciamento degli animali potrà risolversi, almeno in parte, questo problema. Inoltre ci batteremo per prevenire i fenomeni di maltrattamento, sia all’interno delle mura domestiche sia nei parchi pubblici dove c’è una grande presenza di bocconi avvelenati, e ci impegneremo per costruire un tavolo di dialogo e confronto con le associazioni animaliste.

Il debito del comune di Parma è esorbitante, quali le vostre proposte sulla riduzione del debito?

Paola Zanichelli, alla spalle uno sguardo su Parma, di Claudio Spattini.

Quello del debito è un grande mistero anche se i numeri dovrebbero parlare chiaro: nel  giugno 2012, nella relazione conclusiva, il commissario Ciclosi sosteneva che il debito del Comune di Parma e delle partecipate era di 846 milioni e 393 mila euro. Nel settembre 2012, durante un comizio, Beppe Grillo urlò che era sparito un miliardo di euro. Ottobre 2012 l’assessore al bilancio della giunta Pizzarotti affermò che il debito del Comune di Parma e delle partecipate era di 607 milioni e 839 mila euro. Lo stesso Capelli affermò che: “Chi parla di dissesto del Comune di Parma parla a sproposito oltre che in modo irresponsabile …. sommando il patrimonio netto del Comune con quello delle partecipate si arriva ad un valore di circa 637 milioni di euro superiore rispetto ai debiti complessivi del Comune”.

Oggi leggiamo nel bilancio di fine mandato “sul gruppo Comune di Parma al 31 dicembre 2011 pendeva un debito di quasi 808 milioni come se ogni abitante dovesse ai creditori della città 4281 euro (…) la situazione è radicalmente cambiata e l’indebitamento è diminuito del 50%”.

Inoltre si considera sempre di debito pubblico come gruppo, inteso Comune di Parma insieme a quello delle società partecipate, e c’è molta differenza tra i due nella loro sostenibilità. Nel 2011 il debito residuo ammonta a 150 milioni che passa nel 2016 a 122 milioni: non mi sembra che si sia ridotto del 50% . E allora?

Infine nel giugno 2012, sulla Gazzetta di Parma, alcune società partecipate citate nella relazione di Ciclosi facevano notare come fossero stati conteggiati solo i debiti e non i crediti. Ad esempio l’Ade SPA mostrava un indebitamento di un milione e 911 mila euro, ma quelli erano solo i debiti e non erano stati conteggiati i crediti per quasi 2 milioni e mezzo. E se lo stesso metodo fosse stato adottato anche per le altre società il reale debito sarebbe molto più basso. Comunque il debito c’è e bisogna cercare di ridurlo senza tagliare le spese ai servizi alla persona. Come? Maggiore efficienza nella gestione e nel contenimento della spese interne, maggior controllo e trasparenza alle spese e soprattutto lotta alla corruzione.

Sicurezza e degrado

Oggi sicurezza e degrado sono diventate parole sulla bocca di tutti. La gente è stufa, noi abbiamo raccolto questo stato d’animo e siamo convinti che socialità, cultura, vivibilità nei quartieri possono migliorare la situazione. La sicurezza è il diritto a non avere paura e coincide con la possibilità di poter godere pienamente della propria libertà, la gente non deve essere costretta a vivere barricata in casa dietro inferriate e protetta da impianti di allarme come avviene a Parma.

La sicurezza oggi è un’emergenza, dobbiamo riprendere il controllo sociale delle strade e dei luoghi pubblici. La legalità è un obbligo che deve essere fatto rispettare: chi delinque non può continuare a fare affidamento sull’impunità; deve essere una battaglia con un’azione a più livelli portata avanti grazie a un’ottica di collaborazione interistituzionale, ossia grazie ad un insieme di interventi assicurati dallo Stato e dagli enti territoriali al fine di concorrere alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato con la finalità del benessere delle comunità territoriali. In questo senso crediamo che il sindaco debba prendere parte al Tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico in Prefettura. Il territorio ha bisogno di una larga intensificazione dei controlli e ci impegneremo nel pretendere da prefettura e questura una maggiore disponibilità di uomini e mezzi.

Anche il problema della immigrazione ha bisogno di regole certe e controlli reali, limitando e prevenendo attività illegali di spaccio e commercio, altrimenti la situazione attuale di Parma, già molto diversa da quella di pochi anni fa, è destinata ulteriormente a degenerare. Bisogna sapere chi sono, quanti sono, cosa fanno e quali sono le condizioni abitative delle persone che vivono in città e mettere in cantiere validi progetti sociali.

Lavoreremo per contrastare le situazioni di degrado, intensificando i servizi di pulizia e di rifacimento delle strade; illuminando le zone residenziali più buie; curando parchi e luoghi pubblici; implementando il servizio di videosorveglianza del territorio; aumentando indirettamente il controllo sociale attraverso la riqualificazione e rivitalizzazione di zone poche frequentate e poco utilizzate a fini culturali o economici. Ci impegneremo nel contrastare fenomeni di spaccio, ovunque. Attueremo politiche di prevenzione a partire soprattutto dagli istituti scolastici, dove proporremo anche attività finalizzate a contrastare i fenomeni di bullismo. Progetteremo e proporremo nuovi metodi per attuare la raccolta differenziata dei rifiuti.

Pregi e difetti della giunta Pizzarotti. Cosa serve veramente per un cambio di marcia?
Jacopo Rosa

Jacopo Rosa

Pregi? Gli riconosciamo buona volontà e onestà personale. Lodevole l’autoriduzione del 10% delle indennità mensili del Sindaco, Vice Sindaco e Presidente del Consiglio comunale.

Per i difetti, nulla di personale, sia chiaro, ma in questi anni di amministrazione Pizzarotti, Parma è diventata una città meno attrattiva, meno sicura, in cui ci riconosciamo a fatica. Parma appare segnata da disagio, rassegnazione, a fronte di una immobilità dell’amministrazione, la cui inerzia ha favorito il degenerarsi di fenomeni negativi. Ed è un peccato, per una città che è bella, ricca di persone, valori, volontariato, associazioni, imprese. Sono troppi i cittadini  parmigiani in difficoltà che si sentono abbandonati. È mancata l’attenzione ai veri problemi della città, di conseguenza sono mancate alcune risposte.

Non si può governare senza ascoltare, senza conoscere le necessità delle persone e della città in genere.

La giunta Pizzarotti non è stata in grado né di tenere fede al proprio programma elettorale né tanto meno di mantenere una costante ideologica. L’uomo della politica nuova e rinnovata del 2012 si sta dimostrando ora, come il suo movimento di origine a livello nazionale, il contrario di quello che professava. Auto celebrativo e a volte arrogante, porta avanti la vecchia politica di cui siamo tutti sazi e stanchi. Gli errori della giunta Pizzarotti in questi anni sono stati tanti, ma ci limiteremo ad elencare i più eclatanti.

Inceneritore: uno dei punti fondamentali della campagna elettorale del 2012 di Pizzarotti, forse anche rappresentativo dell’unico motivo per cui è stato eletto oltre che per non far salire il PD e di questo gli diamo “merito”, era quello inerente la chiusura dell’inceneritore. Oggi l’inceneritore, al contrario di quanto promesso, è attivo e perfettamente funzionante, ma cosa più grave che addirittura brucia i rifiuti di altre città.

Addizionali comunali Irpef Imu: Pizzarotti ha alzato al massimo le aliquote fiscali facendo di Parma una delle città più tassate d’Italia. Inoltre sono state aumentate le tariffe dei servizi alla persona. Facciamo un esempio, parliamo di asili, che sono un importante aiuto alle famiglie che lavorano: oggi solo il 50% dei bimbi di Parma vi accede, anche perché in questi anni sono diventati molto più costosi.

Fallimento Spip, che ha determinato una notevolissima perdita di patrimonio (880 mila mq di area per insediamenti produttivi).

Ponte nord: è stato abbandonato nonostante perfettamente completo e funzionante. Dicono addirittura perché privo di autorizzazioni ad ogni attività essendo in alveo; in realtà ha tutte le autorizzazioni da parte delle competenti autorità per svolgere attività non permanenti.

Scuola europea: 5 anni per sbloccare un cantiere.

Teatro dei dialetti: è stato lasciato marcire, doveva essere un eccezionale strumento di integrazione consentendo l’accesso alle diverse culture dialettali presenti sul territorio, ovviamente anche quelle straniere.

Persa la Tep (Azienda di trasporti pubblici, ndr).

Ma la cosa più grave è la mancanza di una visione strategica della città. Siamo convinti che un forte cambiamento si possa ottenere solo se chi viene scelto per amministrare la città svolge il suo compito con una mentalità completamente diversa da quella cui siamo purtroppo abituati.

Infatti la politica deve essere vissuta prima di tutto come un mettersi al servizio degli altri, lasciando passare in secondo piano il proprio interesse personale. Appunto per questo il fatto di ricoprire la carica di consigliere non deve essere visto come un punto di arrivo, ma al contrario come un punto di partenza per portare avanti gli interessi della cittadinanza.

la Redazione

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29 maggio 2017

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