NAVI ONG, UNA SOLUZIONE A COSTO ZERO
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NAVI ONG, UNA SOLUZIONE A COSTO ZERO

Si parla di burocrazia, e di navi ONG, prendendo a pretesto la vicenda della Vos prudence, sequestrata per un’irregolarità riscontrata sui documenti

Ha lasciato il porto di Palermo la nave “Vos prudence” di Medici senza frontiere che il 27 giugno ha portato in città 877 migranti. Da quella data era rimasta bloccata al porto. Sarebbe dovuta ripartire per raggiungere il Canale di Sicilia e proseguire i salvataggi in mare, ma la Capitaneria di porto, nel corso di alcuni controlli prima della partenza, ha trovato delle irregolarità nella documentazione a bordo. In particolare un membro dell’equipaggio non avrebbe tutti i documenti in regola.

“È la procedura che si segue per qualsiasi tipo di nave – dicono dalla Capitaneria di porto – si tratta solo di una questione burocratica legata ai documenti del direttore di macchine che non erano in regola”. La decisione fa comunque discutere. “Hanno bloccato a Palermo la nave di Msf – dice l’avvocato Fulvio Vassallo Paleologo – Cominciano ad attuare il piano Minniti. Adesso ci vorranno avvocati pronti a ogni sbarco. E denunce per abuso di ufficio quando necessario. Da subito”. Così Claudia Brunetto su La Repubblica.it di martedì 4 luglio (ndr).

Abbastanza impopolare parlare della flotta delle ONG, in attesa che si faccia chiarezza sulle loro attività. Un chiarezza che, anche se si usa dire così, temo non arriverà mai, soprattutto se sono loro stesse a certificare la bontà di tutto il loro operato. Si fa notare pure il silenzio di coloro che difendevano indistintamente ed a spada tratta, sui social, tutte le ONG i quali pare abbiano perso un po’ di quella loro foga iniziale. Dico queste scempiaggini convinto che salvare vite in mare rappresenti quanto ci sia di più sacro al mondo. Ma salvare vite in mare, appunto.

Comunque se anche al vertice dei ministri degli interni UE, a Tallin, si è sentita l’esigenza di proporre il divieto, per le navi ONG, di bagnarsi in acque libiche qualche dubbio, sulle faccende delle Organizzazioni Non Governative, sembrerebbe fondato. Questo lo dico però sottovoce, ché sennò mi si ringalluzziscono.

Una divertente chiave di lettura, per la vicenda della nave sequestrata, ce la propone Sara Lodi, la quale suggerisce anche una soluzione per la questione. Una soluzione semplice semplice, e soprattutto a costo zero, con uno strumento che abbiamo da sempre sotto gli occhi e che, ogni volta che ci mettiamo le mani con l’intento di snellirlo, riusciamo a renderlo sempre più complicato ed opprimente. Non sarebbe necessario infatti, da quel che traspare leggendo le righe che seguono, organizzare G7 o G8 in ogni dove per dettare qualche regola per le navi delle ONG. Non tutte le ONG, ovvio. 

Raccomando di leggere solo se muniti di senso d’ironia

“…quindi bloccata a Palermo la nave di MSF per questioni burocratiche. I documenti del direttore di macchina non erano in regola. Ragazzi, la soluzione alla questione immigrazione ce l’abbiamo, è la nostra arma totale ed ha effetti devastanti: la burocrazia all’italiana. Già immagino la scena:

«Per il dissequestro della nave deve prima compilare il modulo C presso lo sportello 2 del 4°piano, ma ricordi che il personale dell’ ufficio riceve solo il martedì ed il giovedì pomeriggio, dalle 14.00 alle 16.00…

…dopo aver compilato il modulo potrà chiedere appuntamento con il perito (che dovrà pagare anticipatamente presso la banca x dove il Comune ha aperto il proprio c/c per l’ incasso delle prestazioni professionali, apertura banca solo mattina e con preavviso di 4 ore di fila)…

…dopo dovrà inviare bollettino e modulo, con raccomandata a.r., all’ufficio dissequestro. Si ricordi che i tempi di attesa sono circa quattro mesi. Ad ogni modo se entro sei mesi non sarà contattato dall’ufficio ricorsi potrà fare ricorso all’ufficio preposto, l’ufficio ricorsi. Ma le consiglio vivamente di non farlo: i tempi di attesa raddoppierebbero».

«Grazie mille, ma lei lavora al Comune?»

«No, io prendo i numeretti per la coda e li rivendo, e comunque se è urgente ho un amico che è là dentro e può aiutarla ad accelerare la pratica. Poi gli offriamo un caffè, a lui e pure a me».

E via andare. Ah, la burocrazia!

di Paolo Belogi, con la partecipazione straordinaria di Sara Lodi

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7 luglio 2017

About Author

Paolo Belogi

Paolo Belogi Classe 1966. Già Sottufficiale infermiere M.M., ora invalido civile a tempo indeterminato per via di una fastidiosa atassia di Friedreich che non mi molla un attimo! Negli ultimi anni ho dedicato tempo, e quel poco con cui potevo contribuire, al mondo del volontariato e alla vita politica locale. Ah, insieme ad altri (io molto indegnamente) mi occupo della vita social di questo sito.


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