UNA VOLTA ERA TUTTA UNA QUESTIONE DI RISPETTO
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UNA VOLTA ERA TUTTA UNA QUESTIONE DI RISPETTO

Una volta politici e ministri erano dei giganti, e la parola chiave era: rispetto

Per quelli della parte avversa arrivava addirittura prima il rispetto e solo dopo l’ascolto. Così per gli amministratori locali: c’era lo scontro, anche aspro vista la ricaduta immediata delle decisioni, quando la gente partecipava senza troppo delegare, ma il dibattito politico aveva pochi strascichi al di fuori delle sedi deputate. Rispetto era la parola chiave, un mantra inconsapevole che accompagnava tutti, fossero in un’aula delle istituzioni o sul divano di casa a seguire la tribuna politica, quando questa si chiamava ancora Tribuna politica e non talk televisivo.

Poi venne il tempo in cui la Boldrini te la fanno presidentessa della Camera e una come la Fedeli ti diventa ministra.

Dice: “Eh, ma una volta c’era Gasparri”.
Ma allora tutte le lezioni del passato sono andate perdute!

Quindi confesso che spesso mi rifugio su youtube per regalarmi qualche amarcord della vita politica che fu, quella dove imperversavano i personaggi che sbavavano sul banco degli imputati nei processi di Mani pulite, quando la vergogna di essere stati colti con le dita sporche di marmellata faceva ancora qualche effetto e non andava ad arricchire i curriculum come capita oggi.

Avere poi saputo che questa mia strana passione è condivisa da chi stimo mi diverte a prescindere.

Ora non so se queste mie righe sconclusionate ricalchino anche il tuo malessere di trovarti in un mondo di plastica che poco ha a che fare con la politica, dove contano di più i follower ed i like ottenuti da un post su Facebook o da un Tweet, ma sarebbe simpatico leggere pure la tua opinione al riguardo: la stringa dei commenti legata al social è fruibilissima ed immediata per regalarci un parere. Il tacito assenso, il guarda e passa oltre, non “Ci piace”.

NB: È un post tra il serio e il faceto, pertanto ho voluto includere anche questo video che, con l’argomento proposto dal grande Noschese, ha un certo sapore d’attualità.

 di Paolo Belogi

Commenti

7 agosto 2017

About Author

Paolo Belogi

Classe 1966. Già Sottufficiale infermiere M.M., ora invalido civile a tempo indeterminato per via di una fastidiosa atassia di Friedreich che non mi molla un attimo! Negli ultimi anni ho dedicato tempo, e quel poco con cui potevo contribuire, al mondo del volontariato e alla vita politica locale. Ah, insieme ad altri (io molto indegnamente) mi occupo della vita social di questo sito.


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