LA BUROCRAZIA È VERAMENTE UGUALE PER TUTTI?
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LA BUROCRAZIA È VERAMENTE UGUALE PER TUTTI?

Fiastra in provincia di Macerata nelle Marche, “terra di terremotati”

Terra dimenticata dalle istituzioni, impegnate troppo spesso nel dedicarsi alla comunicazione di slogan efficaci, il “Non vi lasceremo soli” ormai ha fatto scuola, a svantaggio del fare concreto.

Promesse: tante; della retorica della politica ne parliamo spesso, ma inutilmente visti i risultati.

Fatti: a distanza di un anno e poco più sono sotto gli occhi di tutti; pochi, pasticciati, e spesso manifesto di una disorganizzazione inqualificabile. Colpa della burocrazia? E la burocrazia non è il frutto delle leggi create ed emanate dagli organi competenti di uno stato organizzato? O forse oggi la burocrazia è un “escamotage” usato per coprire mancanza di fondi da impegnare, come sostenuto informalmente da più fronti? O forse perché ci sono risorse mal distribuite, che invece dovrebbero essere impiegate in modo più equo? Il capitolo è vasto. Un vaso di Pandora che non si riesce da anni a risolvere.

Bene (per modo di dire): a tutti gli episodi raccontati del “vivere reale”, rispetto allo storytelling di una classe dirigente politica che non sembra o non vuole cogliere le dimensioni dei problemi nei territori, o perché miopi o perché “distratti” da altro, in questo lungo periodo dall’inizio dell’emergenza, che certo non rappresentano un biglietto da visita positivo per il nostro Paese che arranca, nella realtà, si aggiunge un caso nella piccola cittadina marchigiana che ha dell’inverosimile. Quella che i dotti chiamerebbero reductio ad absurdum.

Il problema

Una vecchietta si vede dichiarare inagibile la sua casa a causa di un terribile evento sismico, evento sismico definito anomalo inizialmente per via del prolungamento delle scosse nel tempo, che porta ancora alcuni politici nazionali a dichiarare ad oggi ancora uno stato di emergenza, che impedirebbe la ricostruzione…

Ricordare un passaggio fondamentale, oggi risulta quanto mai illuminante: a pochi giorni dal sisma il presidente del consiglio aveva annunciato che in pochissimo tempo sarebbero arrivate casette di legno per tamponare la ricostruzione che sarebbe seguita immediatamente dopo.

Nulla di tutto ciò si è verificato. Giustificazioni e rimpalli tanti da poter pubblicare un libro a parte. E oggi una povera vecchietta di 95 anni anni, Peppina Fattori, si vede consegnare un container di latta che in inverno è una ghiacciaia, soprattutto quando nevica, (e nell’entroterra nevica spesso in inverno, lo ribadisco a quelli che non lo ricordano), e in estate si trasforma in un forno crematorio, piccolo, tanto che anche le sardine che si comprano nelle lattine, in scatola, starebbero strette!

Bene la figlia di questa vecchietta educata, pacata, dolcissima, si attiva per ordinare e montare una casetta di legno, per ottemperare alle “mancanze” di promesse politiche disattese e non mantenute, e cosa succede? Siccome manca il permesso paesaggistico (…) la casa viene messa sotto sequestro e dovrà essere sgomberata, per far tornare la vecchietta in un container in cui io non farei vivere neanche il mio peggior nemico; in attesa magari di essere sorteggiata fra qualche mese, o forse anno, per una casetta di legno promessa da uno Stato che arriverebbe lento persino in una gara contro una lumachina!

Così si apre il caso dell’abusivismo!? La legge ferma e ferrea dovrà essere rispettata con un’accuratezza senza eguali! Addirittura la vicenda viene paragonata sul web ai tanti casi di abusivismo che in Italia dilagano, contro chi invece difende la vecchietta. Così la politica del nulla trasforma il caso in chi è pro abusivismo e chi contro, questione posta malissimo da chi in politica ormai sopravvive, invece che impegnarsi per risolvere problemi reali.

Senza voler scomodare il buon senso che parrebbe non essere più di moda, mi domando quale ragionamento logico avalli tale vicenda: la casetta di legno acquistata a spese della figlia di una vecchietta terremotata alla quale era stata promessa una casetta simile a quella acquistata, promessa fatta come a tutti gli altri terremotati a prescindere dall’età, oggi viene paragonata e messa sullo stesso piano  delle ville costruite fronte mare, in molte zone di villeggiatura, o ai tanti campi nomadi abusivi; beh scusate ma mi domando se il buon senso sia stato assassinato?

La legalità è un valore. Un valore troppo spesso dimenticato in molti settori, non solo quello edilizio, ma scusate: gli episodi a mio modesto avviso sono imparagonabili. Premesse completamente diverse. Atti completamente diversi. Situazioni completamente imparagonabili.

Scomodando un motto ufficioso dell’arma del genio degli Stati Uniti: “Il difficile lo facciamo subito. Per l’impossibile impegniamo un po’ più di tempo” o, per non andare troppo lontano da casa nostra, facendo riferimento a Francesco D’Assisi: “Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

Ecco, io non mi aspetto l’impossibile dalle nostre istituzioni, viste le premesse, e non mi aspetto l’eccellenza da chi governa perché ormai mi sono rassegnata, ma almeno il minimo sindacale sì, i cittadini dovrebbero pretenderlo.

Erano state promesse casette di legno a tutti i terremotati rimasti senza casa, verificati dopo i sopralluoghi? Sì. Sono arrivate? Ad alcuni ma non a tutti, e dopo mesi di attese in tende più o meno organizzate, consegnate dopo un inverno nevoso e freddo e per sorteggio per pochi fortunati. C’è da essere fieri di questa gestione? Non credo. E il sistema cosa fa? Sfratta dalla casetta di legno la povera vecchietta già provata dal sisma.

Casetta comprata a spese della figlia della vecchietta perché ha avuto l’ardire concreto di sostituirsi alle promesse dello stato assente per lei. La motivazione di tale provvedimento oggi sarebbe, pare, l’assenza di un unico documento relativo al vincolo paesaggistico in un territorio massacrato dal terremoto! Se avessimo scritto una storia di questo tipo altrove sarebbe stata vissuta per una bufala, invece purtroppo è un fatto reale.

Non vogliamo scomodare Russell, grande logico, ma questo episodio appare un paradosso assurdo  e spesso seguire il corso comune delle cose in modo passivo non fa onore a nessuno.

Parafrasando Piero Gobetti: “Lo Stato non professa un’etica, ma esercita un’azione politica” …e questa azione sembrerebbe incomprensibile.


Gessica Menichelli

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11 ottobre 2017

About Author

Gessica Menichelli

Gessica Menichelli, giornalista, esperta di diritto Internazionale Umanitario. E’ istruttore di Diritto Internazionale Umanitario e Consigliere Qualificato per le FF.AA.. Già Ispettore e Commissario CRI, oggi è volontaria e delegata area IV CRI. Appassionata di politica.


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